Investire nelle città universitarie è meglio?

Numeri alla mano, a dare una risposta ha provato Paola Dezza in un articolo apparso recentemente sia sulle pagine cartacee sia si quelle online del Sole24Ore. Secondo la Dezza, che riprende un’analisi condotta da Scenari Immobiliari e commentata anche dal Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.it, Guido Lodigiani, fra l’investimento nelle città d’arte o in quelle  universitarie è preferibile il secondo.

Le motivazioni espresse nell’articolo sono abbastanza lineari; affittare nelle città sedi di atenei molto frequentati da studenti fuori sede consente di percepire canoni più certi e, in linea generale, per non meno di 11 mesi all’anno. Avere più studenti che condividono l’appartamento consente solitamente di riscuotere cifre più alte se confrontate a quelle di mercato anche se, precisano da Scenari Immobiliari, non sempre questa particolare tipologia di inquilini pone grande attenzione nella cura dell’immobile che gli viene affittato.

Insomma, continua il portavoce di Scenari Immobiliari, se si decide di investire puntando sul mercato studentesco meglio comunque indirizzarsi verso un grande centro urbano come Milano, Roma o Torino perché, nel caso in cui si cambi idea, queste sono piazze caratterizzate anche da un altro tipo di mercato e la riconversione dell’affitto verso uno legato ad inquilino tradizionali o del settore lavorativo è senza dubbio più semplice.

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